ZONA - IL GIORNALE GRATUITO DI ROMA NORD

» Home » Cronaca » Notizia

Lettori - "Braccianese, una situazione da Medioevo al km 12"

Di red/lettori 08/06/2017

Lettori - "Braccianese, una situazione da Medioevo al km 12""Da tre anni, alle porte di Roma, capitale d’Italia, si protrae per decine di famiglie una situazione da Medioevo, per non dire da Terzo Mondo: nelle loro case non arriva l’acqua potabile. O, se arriva, è solo per qualche ora al giorno.

Centinaia di persone - tra cui anziani, bambini, malati- assistono sbigottiti e sempre più delusi ed inquieti, a uno scandaloso rimpallo di responsabilità tra vari soggetti pubblici che, ognuno per la sua parte, dovrebbero contribuire a risolvere il problema e quindi intervenire con fatti e non con vaghe promesse o chiacchiere.

Questi soggetti sono l’Acea Ato/2, il consorzio Arsial, il Comune di Roma e la Regione Lazio. Da tre anni è in atto questo deplorevole scaricabarile, un fiume di chiacchiere e di impegni verbali, ma non di acqua.

Il problema alla base di questa situazione è la mancata costruzione del nuovo acquedotto che serve le famiglie di via Gaspero Barbera e Nicola Zanichelli, siamo nel Comune di Roma, Municipio numero XV, al k. 12 della via Braccianese, in una zona in cui negli anni Cinquanta l’Ente Maremma assegnò vasti poderi trasformati in fiorenti fattorie.

C’è una risoluzione del consiglio del xv Municipio , presa all’unanimità, con il quale si decideva, nel dicembre 2015 (!) ‘’di impegnare il presidente e la Giunta del Municipio Roma XV presso il presidente della Regione Lazio, il Dipartimento SIMU, Acea Ato/2, Arsial affinchè IL VECCHIO ACQUEDOTTO ( costruito negli anni 50 dall’Ente Maremma) SIA SOSTITUITO, COME Già FATTO sulla via Braccianese tra il chilometro 10 e il chilometro 12, da un acquedotto di nuova realizzazione lungo la via Gaspero Barbera e via Nicola Zanichelli collegandolo a quello di via Braccianese e dismettendo anche il vecchio serbatoio Arsial’’.

La richiesta di nuovo acquedotto, fatta dal Consiglio del Municipio XV, si basava su alcuni fatti: le vecchie tubazioni giudicate obsolete e fatiscenti; quindi inadeguate a ospitare acqua ad uso umano, in quanto realizzatei in Eternit ( amianto); i pericoli per la salute derivanti da una eventuale immissione dell’acqua nel vecchio impianto.

Infine il Consiglio del XV Municipio ricordava che già il 21 febbraio 2014 ( quindi tre anni fa!) il Sindaco di Roma vietava l’utilizzo per uso umano dell’acqua proveniente dall’acquedotto Casaccia ( ex Arsial).

Dopo quella ‘’risoluzione’’ sono passati mesi, nessuno si è mosso, l’esasperazione è aumentata. Dopo un anno e mezzo di vana attesa, nel luglio 2016 il comitato delle famiglie di via Barbera e di via Zanichelli scrive all’assessore ai lavori pubblici e al presidente del XV Municipio per chiedere un incontro. Fa presente ancora una volta che nelle due suddette vie più di 50 famiglie ogni giorno sono a combattere con il mancato o insufficiente approvvigionamento di acqua potabile; e aggiungono questa nota eloquente: ‘’dall’inizio dell’estate, l’erogazione avviene in media un’ora al giorno’’.( ci si riferisce all’estate dello scorso anno; quest’anno, con l’estate anticipata, la situazione rischia di essere ancora peggiore NdR).

Il comitato, poi, nella lettera al XV Municipio mette sotto accusa la gestione dei lavori eseguiti da Acea per conto di Arsial, che continua a utilizzare tubature obsolete in amianto. E ricorda anche che durante i lavori dell’Acea, dell’anno precedente, tra marzo e agosto, c’era stata totale assenza di erogazione dell’acqua! Tra marzo e agosto, cioè per sei mesi!

Alla richiesta d’incontro si allegava il testo della citata risoluzione del XV Municipio risalente, al 2015; risoluzione che deve essere caduta nel nulla, se la situazione è rimasta quella di prima.

Cerchiamo ora di riassumere e di concludere, orientandoci in questo labirinto burocratico , da cui si rischia di non uscire vivi nemmeno con il filo di Arianna: decine di famiglie continuano da tre anni a stare senza acqua potabile; in pratica nessuno provvede; toccherebbe all’Acea portare l’acqua, immetterla nelle tubazioni del ramo dell’acquedotto Casaccia, ma gli abitanti di quelle vie sono in allarme: come si fa a immettere l’acqua in tubazioni fatiscenti, bucherellate e soprattutto pericolose per la salute perché piene di amianto?

E’ giusto mettere le famiglie in questo angoscioso dilemma: morire di sete? O avere l’acqua e prendersi malattie?

A chi tocca sbrogliare questa matassa? Sindaco Raggi, può tollerare che a pochi chilometri dal Campidoglio sussista una situazione simile? A chi tocca dare attuazione alla richiesta del consiglio del XV Municipio? A chi tocca costruire il nuovo tratto di acquedotto in modo che possa esservi convogliata l’acqua potabile? Se tocca all’Acea, gentile Sindaco Raggi, non è il momento di intervenire, sollecitare? E Lei, presidente Zingaretti, non può fare la sua parte contribuendo a risolvere il problema?

La situazione delle famiglie di via Barbera e via Zanichelli ormai è al limite della sopportazione. Anzi, questo limite è stato già superato. Vogliamo portarle alla esasperazione? Perché correre il rischio che famiglie pacifiche e cittadini laboriosi siano costretti ad atti di protesta clamorosa, a bloccare la via Braccianese per ottenere giustizia e il diritto ad avere quello che è un bene primario ed essenziale, l’acqua potabile?

Non c’è più tempo da perdere. Questo è il momento per ripristinare nei cittadini la fiducia nei pubblici poteri e nei loro amministratori".

M.N.













































































(Fonte: primapaginanews.it)

Commenti

Due ruote e non solo
Autoricambi Libiani Vasco