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Blitz anti-prostituzione dei Carabinieri: 53 donne identificate e clienti multati su Cassia, Tiberina, Bracciano, Settebagni e Monterotondo

Di redazione 13/11/2017

Blitz anti-prostituzione dei Carabinieri: 53 donne identificate e clienti multati su Cassia, Tiberina, Bracciano, Settebagni e MonterotondoRoma Cassia, Settebagni, Monterotondo, Bracciano. Negli ultimi giorni il Gruppo Carabinieri di Ostia, nella giurisdizione di competenza, ha rafforzato gli specifici servizi volti a contrastare il fenomeno della prostituzione su strada che ha assunto sempre più connotati di vero e proprio sfruttamento ai danni di giovani donne perlopiù straniere.

Nell’area a nord della Capitale, i militari della Compagnia Carabinieri di Monterotondo e Bracciano hanno attuato controlli a tappeto nell’ambito della giurisdizione, specialmente sulla via Tiberina, consolare preferita delle prostitute, e sulla Traversa del Grillo. Durante tali servizi sono state identificate 53 donne romene dedite alla prostituzione e 10 di queste sono state contravvenzionate per “atti osceni in luogo pubblico”, per gli abiti succinti indossati. Nel corso dei servizi sono state elevate anche 4 contravvenzioni ai clienti che si erano appartate con le donne, in violazione all’ordinanza sindacale emessa dai Comuni della zona.

In tale attività, il personale della Compagnia Carabinieri Roma Cassia ha proceduto all’arresto di un pregiudicato italiano di 45 anni, per “sfruttamento della prostituzione”. L’uomo, identificato precedentemente durante un controllo alla circolazione stradale in compagnia di una ventenne ucraina conosciuta dagli stessi carabinieri come meretrice, veniva più volte pedinato dai militari i quali riuscivano a scoprire che lo stesso si recava più volte presso la solita pensilina dell’ATAC, nel quartiere di Roma Settebagni, per accompagnare la donna sul “luogo di lavoro”. Qui, la ventenne permaneva per tutta la notte, svolgendo la sua attività di prostituzione, supportata dall’uomo che si preoccupava di portarle acqua e cibo secondo le sue necessità. Al termine del “turno di lavoro” della donna, l’italiano transitava nuovamente per la pensilina e, dopo avere fatto salire la giovane in macchina, la riaccompagnava a casa.


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