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Stadio Flaminio, morte e desolazione

Di redazione 04/02/2018

Stadio Flaminio, morte e desolazione Il corpo senza vita di un clochard bengalese di circa 40 anni è stato trovato ieri mattina, 2 febbraio, all'interno dello stadio Flaminio. La vicenda ha riacceso i riflettori mediatici e politici su un problema che in questi ultimi anni è stato oggetto di diverse polemiche: l’incuria dello stadio Flaminio a Roma.

Lo stadio Flaminio è ormai da anni in uno stato di totale abbandono, un impianto che cade a pezzi nel silenzio assoluto diventato rifugio dei più sfortunati. Una situazione desolante.
Eppure si tratta di un luogo evocativo, con sessant'anni di storia.

E' lo stadio progettato dall'architetto Antonio Nervi e realizzato per ospitare gli incontri di calcio delle Olimpidi del 1960. Un bene di interesse artistico e storico, dice il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, sotto tutela a partire dal 2008, cinquantesimo anno dal suo completamento.
Invece dal 2011 è inutilizzato, da quando la nazionale di rugby rinunciò a giocare il 'Sei nazioni' per migrare all'Olimpico. E da allora, a parte le chiacchiere, sia l'amministrazione capitolina sia la Figc, che dal 2014 ha avuto in gestione lo stadio Flaminio con l'impegno di ristrutturarlo a proprie spese, hanno fatto nulla. Qualche tentativo, a dire il vero, c'era stato. Ma senza esito. Come il progetto di Renzo Piano per la riqualificazione dell'area, incluso lo stadio. Ma non se ne fece nulla.

In un clima di irresponsabilità amministrativa e politica delle autorità competenti continua a sopravvivere lo storico stadio romano, che appare sempre più provato dal tempo e dalla trascuratezza. Tra ruggine, sporcizia, detriti, erba incolta e accampamenti di senzatetto, lo stadio Flaminio appare come il fantasma dell’opera architettonica moderna e d’avanguardia che era.

Anche la giunta guidata dalla sindaca Virginia Raggi sembra essersi dimenticata, almeno fino ad oggi, dello stadio Flaminio. E' vero che lo scorso anno il Campidoglio aveva partecipato al bando della Getty Foundation di Los Angeles per il finanziamento di progetti per il mantenimento del patrimonio architettonico ma i 137mila euro di finanziamento ricevuti dal piano della facoltà di architettura dell'università La Sapienza sembrano davvero poca cosa. Nel frattempo invece, abbiamo visto una giunta molto impegnata sul progetto del nuovo stadio della Roma. Tante discussioni per un mega impianto che sorgerà, nuovo di zecca, a Tor di Valle. Con grande gioia della società giallorossa e dei costruttori.


È possibile, entrando molto facilmente, verificare dal vivo le condizioni tutt’altro che sicure del Flaminio: bagni e spalti totalmente inagibili, uffici e biglietterie devastati da atti vandalici e in completo degrado, recinzione esterne totalmente arrugginita e in decadimento.


L’intervento più immediato, in sinergia con il II Municipio, dicono dal Campidoglio, sarà ora la riqualificazione dell’anello attorno allo stadio Flaminio per renderlo uno spazio verde usufruibile dai cittadini a titolo gratuito. Così ha commnentato l'assessore allo sport di Roma, Frongia (m5s): «Oggi è avvenuta una disgrazia per la quale siamo profondamente dispiaciuti, una cosa che poteva succedere in qualsiasi parte di Roma, il nostro personale era lì fin dall'alba per verificare quanto accaduto. Le polemiche a sfondo propagandistico politico non ci appartengono».


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