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Campagnano, una discarica di 15.000 metri quadrati a due passi dall'Autodromo di Vallelunga

Di redazione 09/03/2018

Campagnano, una discarica di 15.000 metri quadrati a due passi dall'Autodromo di VallelungaSi è conclusa nei giorni scorsi l’operazione «Black hole» (buco nero) che ha portato al sequestro di un’area di oltre 15.000 metri quadrati appartenente all’autodromo di Vallelunga. I militari della guardia di finanza di Civita Castellana hanno portato avanti un’indagine coordinata dalla Procura di Tivoli in materia di tutela ambientale in un terreno, all’interno dell’autodromo, dove erano stati notati nei mesi scorsi movimentazioni di mezzi pesanti che riversavano – è stato riferito – in una cavità enormi quantitativi di materiale edilizio di risulta. In particolare ciò che aveva destato l’attenzione dei finanzieri era stata la «creazione» di una collina artificiale, adiacente la pista, ben visibile dalle principali strade che costeggiano l’autodromo. Una volta eseguito l’accesso l’amara scoperta. Una voragine, di circa settemila metri quadrati, era stata riempita con i materiali edilizi di risulta provenienti dai lavori di ristrutturazione dell’autodromo, che dal 2017 ha subìto un importante «restyling». Le storiche tribune, infatti, durante lo scorso anno, sono state abbattute per lasciar spazio ad un nuovo impianto.

Struttura interrata La vecchia struttura, una volta smantellata, è stata interrata in un terreno limitrofo. Oltre 65 mila tonnellate di rifiuti speciali costituiti da cemento, ferro, plastica e fresato di asfalto sono stati illecitamente smaltiti, nascosti nel sottosuolo o accumulati in superficie. La «collina», ben visibile dalle arterie di comunicazione, altro non era che il risultato dello scavo, essendo composta da tutto il terreno che è stato asportato per creare la gigantesca voragine, e utilizzata anche per seppellire altro materiale. Il responsabile dell’autodromo, C.R., 60 enne di Perugia, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Tivoli per i reati di abbandono rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. La guardia di finanza, inoltre, nei giorni scorsi, ha interessato l’Arpa Lazio, che effettuerà gli opportuni test nel terreno al fine di verificare eventuali compromissioni significative del sottosuolo e la pericolosità dei rifiuti depositati.

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