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Auditorium Parco della Musica, la protesta dei lavoratori

Di red/comunicato 08/04/2018

Auditorium Parco della Musica, la protesta dei lavoratori"Scatta da mezzanotte il cambio appalto che coinvolgerà tutti i lavoratori e le lavoratrici che operano all’interno dell’Auditorium parco della musica (Fondazione Musica Per Roma). Le mansioni svolte riguardano i servizi di sicurezza non armata, guardiania, accoglienza. Le aziende uscenti sono la Best Union company e la National services, mentre la subentrante è la Rear, che nel cambio appalto si è aggiudicata la gara al massimo ribasso. Con il nuovo appalto “Rear Multiservice Group” vengono lesi tutti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che di fatto, passeranno dal contratto turismo Multiservizi al nulla". È quanto denuncia in una nota la Filcams Cgil di Roma e Lazio.

"La lettera di assunzione non cita all’interno nessun ccnl, non riporta orari di lavoro ne' nomina clausole di flessibilità (non applicabili dal momento che mancano le simulazioni orarie). Il nuovo appalto prevede il taglio dei parametri orari del 50%; l'annullamento della 14esima; 32 ore di permessi retribuiti, mentre i lavoratori nel precedente appalto ne avevano 72 (ccnl multiservizi) e 104 (ccnl turismo); non prevede la clausola di salvaguardia, portando di fatto i lavoratori al rischio di essere licenziati nel prossimo cambio di appalto; un welfare sanitario peggiorativo", prosegue il comunicato sindacale.

"Ci chiediamo come sia possibile che una Fondazione (con soci fondatori Comune di Roma, Camera di Commercio, provincia di Roma, Regione Lazio) che produce cultura e si dichiara eticamente giusta, possa permettere alle aziende di comportarsi in questo modo, svilendo il lavoro, abbassando i salari e togliendo diritti conquistati con anni di contrattazione. Abbiamo dichiarato lo stato d’agitazione e porteremo avanti tutte le iniziative di lotta a tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti", conclude il sindacato.

Scioperiamo perchè a seguito di un cambio appalto afferente al settore "Servizi accoglienza, guardiania e sicurezza non armata", la REAR Multiservice group, aggiudicatrice di una gara a massimo ribasso, applica condizioni vessatorie, e dunque irricevibili da parte di noi lavoratori, che comprimono,di fatto, i nostri diritti, così come sanciti dalla nostra carta costituzionale. Con il nuovo appalto della REAR Multiservice group, le condizioni contrattuali prospettateci, appaiono, difatti, chiaramente lesive della nostra dignità di lavoratori, dacché non solo previste da nessun contratto nazionale, ma volte a limitare il perimetro giuridico delle nostre prerogative. Nello specifico, il nuovo contratto prevede:
- un taglio del 50% del parametro orario;
- perdita della 14°;
- 40 ore annue di permessi retribuiti, in luogo delle 104 ore previste dal precedente contratto;
- perdita della clausola di salvaguardia occupazionale a tutela dei lavoratori in fase di cambio appalto;
- perdita del welfare sanitario;
- peggioramento della paga oraria (5,37 euro lorde di paga base).

a nostro avviso, dunque, pare "singolare" che il comune di Roma Capitale non abbia esercitato correttamente una forma di vigilanza, cui di fatto è preposto, su quanto stava accadendo e su quanto di fatto è accaduto. A noi non resta che tutelare autonomamente i nostri diritti, evidentemente mal tutelati da chi, invece, li avrebbe dovuti tutelare secondo i dettami previsti dal codice etico della fondazione "Musica per Roma".



La replica della società

Scrive Antonio Munafò, presidente della società cooperativa Rear: «Innanzitutto non si tratta di una gara al ribasso, ma alla cosiddetta “offerta economicamente più vantaggiosa”e la paga oraria ammonta a 7,16 euro, non a 5,37 come dicono i sindacati. Abbiamo mantenuto tutti gli elementi necessari a garantire a norma di legge il personale, nonostante la riduzione da 80 mila a 43 mila ore all’anno. E ci impegniamo da ora a concordare con i lavoratori l’applicazione della clausola di flessibilità, ma soprattutto a mettere a disposizione di chi è già contrattualizzato le eventuali ore eccedenti a quelle già previste dal bando».

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