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Le Mafie nel Lazio e a Roma: oltre 50 clan si spartiscono il malaffare della Capitale

Di red/comunicato 01/05/2018

Le Mafie nel Lazio e a Roma: oltre 50 clan si spartiscono il malaffare della Capitale3° Rapporto “Mafie nel Lazio”: un resoconto, rigoroso e documentato, delle principali inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali nel Lazio, dei documenti istituzionali e degli interventi pubblici sul fenomeno mafioso.

Hanno presentato il Rapporto il 23 aprile scorso Nicola Zingaretti (Presidente della Regione Lazio), Paola Basilone (Prefetto di Roma), Don Luigi Ciotti (Presidente Associazione Libera), Guido Marino (Questore di Roma), Gen. Antonio De Vita (Comandante Provinciale Carabinieri di Roma), Col. Gerardo Mastrodomenico (Comandante G.I.C.O. della G.d.F.), Col. Francesco Gosciu (Capo Centro Operativo DIA di Roma), Gianpiero Cioffredi (Presidente Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio).

Dai dati raccolti risulta che nel Lazio sono attive 93 organizzazioni di mafia, o che agiscono con metodo mafioso. Oltre 50 di queste sono attive sulla Capitale, e ben 11 solo nell’area di Tor Bella Monaca. Sono solo alcuni dei dati emersi ieri nel corso del “III Rapporto mafie nel Lazio”, presentato presso il WeGil di largo Ascianghi.

Una presenza criminale «multilivello», come ha sottolineato Giampiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio Regionale Legalità, che ha redatto il rapporto. Il Lazio e in particolare Roma registrano la presenza di clan direttamente appartenenti a Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta, ai quali si affiancano personaggi di secondo livello appartenenti a queste organizzazioni, consorterie criminali romane, e le “nuove leve”, che hanno adottato i metodi dei clan.

Il rapporto, analizzando procedimenti giudiziari e indagini delle forze dell’ordine, rileva come siano oltre 100 le piazze di spaccio capitoline attive 24 ore su 24. I quartieri interessati sono Borghesiana, Pigneto, Montespaccato, Primavalle, Tor Bella Monaca, Romanina, Ostia e San Basilio, con gli ultimi quattro interessati da un controllo militare da parte delle organizzazioni malavitose. Nella sola Tor Bella Monaca sono attivi ben 11 clan.


Il numero complessivo dei gruppi criminali storicamente presenti nella regione dagli anni Settanta ad oggi è complessivamente pari a 154. Di questi, 62 clan sono stati tracciati da indagini e processi per molti anni ma - dalla documentazione consultata - non sono più citati in indagini giudiziarie o rapporti istituzionali da almeno 4 anni. Il fatto che queste consorterie criminali non siano state interessate negli ultimi 4 anni da attività repressiva non significa automaticamente che gli stessi non siano più operativi, in alcuni casi, in base ad elementi scaturiti da indagini e sentenze, gruppi criminali pesantemente colpiti dalla repressione giudiziaria, hanno continuato ad operare appoggiandosi a personaggi della criminalità di secondo piano.

I clan che, invece, sono stati evidenziati nel Rapporto come “attivi” - al dicembre 2017 - (dunque, citati in indagini o atti istituzionali negli ultimi 4 anni) corrispondono a 93, fra gruppi, clan, famiglie, tradizionali, autoctone e narcotrafficanti che usano il metodo mafioso. Dei 93 clan attivi nel Lazio, circa 50 clan, operano, nel solo territorio della Capitale. Questa terza edizione, infine, dedica gran parte della sua analisi alle indagini che hanno interessato proprio la Capitale e il territorio provinciale, provando ad identificare i contorni di questo “sistema multilivello”, attraverso la descrizione dei clan che qui operano e tentando di rappresentare, anche graficamente, le modalità di interazione di questi fenomeni criminali, non solo mafiosi.

ROMA

A Roma sono presenti clan di mafia tradizionale, come Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra, gruppi di derivazione mafiosa che son diventati “autonomi” sul territorio romano, clan autoctoni ovvero generati dal tessuto socio-economico romano che nel tempo hanno “mutuato” per effetto contagio “il metodo mafioso” che oggi esercitano sul territorio, come già confermato in alcune sentenze. Il sistema criminale complesso romano vede anche l’azione di gruppi flessibili e autonomi che entrano in azione con i gruppi già menzionati e con i narcotrafficanti che a Roma commerciano droga e controllano alcuni quartieri, sempre attraverso l’uso del metodo mafioso, non ultimi sono presenti i boss delle mafie straniere.

È proprio la gestione delle piazze di spaccio a Roma a destare maggiori preoccupazioni perché esse rappresentano il luogo in cui maggiore è il contagio delle mafie tradizionali con i gruppi della criminalità romana che fatalmente evolvono nell’assunzione del metodo mafioso. A Roma funzionano, contemporaneamente un centinaio di piazze di spaccio, operative h24 caratterizzate dall’uso di sentinelle, ostacoli mobili e fissi (come inferriate), l’utilizzo di telecamere e l’esistenza di edifici che - da un punto di vista urbanistico - garantiscono un controllo delle aree di spaccio.

I gruppi organizzati, in gran parte romani, gestiscono le piazze di spaccio con una rigidissima suddivisione del territorio, spesso nella stessa strada, tutti questi gruppi queste strutture organizzate hanno rapporti e relazioni con soggetti componenti appartenenti ai casalesi, gruppi di camorra e soprattutto calabresi, che sono i grandi fornitori delle piazze di stupefacenti. È comunque la ‘ndrangheta che può essere considerata l’organizzazione leader nel settore del narcotraffico romano e non solo. Queste organizzazioni oltre alla gestione del traffico degli stupefacenti si occupano di fatti criminali, come usura, estorsione, eccetera.

Queste organizzazioni originariamente non sono mafiose ovviamente, non hanno una derivazione una matrice mafiosa, non sono organizzate in termini mafiosi, di mafioso non avevano nulla eppure stanno cominciando ad acquisire tutti i connotati gli ingredienti tipici dell’esercizio del metodo mafioso.

I quartieri più interessati allo spaccio sono Romanina, Borghesiana, Pigneto, Montespaccato, Ostia, Primavalle, San Basilio. Ma è senza dubbio Tor Bella Monaca a registrare la zona di maggiore concentrazione di piazze di spaccio dove a spartirsi il territorio sono 11 clan, alcuni dei quali evidenziano con inquietante nettezza l’evoluzione verso il metodo mafioso.
Lo ricordiamo anche quest'anno: nei quartieri di Ostia, Tor Bella Monaca, Romanina e San Basilio - l'Osservatorio, sempre a partire dalle carte giudiziarie consultate, evidenzia la presenza del cosiddetto "controllo del territorio" da parte delle "mafie di Roma". Sono proprio queste porzioni di territorio romano che configurano una vera e propria emergenza che richiede interventi non solo repressivi ma sociali, educativi e culturali.

Infine, nella Capitale e nel territorio provinciale i diversi gruppi operano immersi in un contesto criminale ampio, fatto di killer di professione, pusher, mala romana e pezzi di ex appartenenti alla Banda della Magliana.

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