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Le mille vite di Ponte Milvio

Di Francesco Tabarrini 30/08/2018

Le mille vite di Ponte Milvio“ Che si fa stasera?” -“Tutti a Ponte, ovvio”. Poche battute che descrivono perfettamente il punto di riferimento della movida di Roma nord. Da qualche anno a questa parte, infatti, giovani e giovanissimi non hanno dubbi su dove trascorrere il sabato sera. Sia in inverno che in estate Ponte Milvio è la risposta. Eppure, quella di luogo di ritrovo non è che la veste più recente assunta dall’antico ponte nel corso della sua lunga vita. Durante i secoli Ponte Milvio è stato testimone non solo dell’enorme quantità d’acqua passata sotto i suoi archi ma anche di eventi storici di enorme importanza.

Il Ponte nasce in epoca romana ed è uno dei più antichi della Capitale, forse il secondo, dopo il Ponte Sublicio. La sua prima menzione attribuita a Tito
Livio, infatti, risale niente meno che al 209 a.C, in relazione alla battaglia del
Metauro durante la seconda guerra punica. All’epoca la costruzione era
ancora in legno e fu riedificata in muratura solamente nel 110 a.C.
La datazione antichissima, inoltre, spiega anche l’origine del nome: “Milvio”,
proveniente da “Molvius”, il probabile costruttore appartenente alla gens
“Molvia”, anch’essa tra le più antiche. Esiste, però, un altro nome con cui è
conosciuto tra i romani: “Ponte Mollo”. Stavolta, il significato non ha niente a
che vedere con il costruttore. Si pensa che venisse chiamato così già dagli
antichi poiché, quando ci si passava sopra, sembrava quasi che
“molleggiasse”; un’altra tradizione invece attribuisce il nome al fatto che,
durante le piene del Tevere, il ponte fosse il primo ad essere sommerso e
dunque, in gergo, a “finire a mollo”.
Nonostante la sua antica origine e i suoi nomi, però, ciò che rende Ponte
Milvio un protagonista della storia è la sua posizione strategica. Tale ponte
era, infatti, un passaggio obbligato per chiunque lasciasse Roma per dirigersi
a nord sia verso l'Adriatico (attraverso la Via Flaminia) che verso la Toscana
(attraverso la Via Cassia); a queste strade in antichità ne andavano
aggiunte,inoltre, altre due, la Clodia e la Veientana, che collegavano Roma
con i possedimenti romani nel Lazio.
Proprio per la sua posizione Ponte Milvio fu scelto come teatro della battaglia
tra Costantino e Massenzio nel 312 d.C. A questo scontro viene fatta risalire
l’adozione da parte dell’Impero Romano del cristianesimo e la sua diffusione
in tutta Europa. La leggenda, infatti, narra che, la notte prima della Battaglia
di Ponte Milvio, l’imperatore Costantino avrebbe sognato la croce di Cristo
con la scritta “in hoc signo vinces” (con questo simbolo vincerai). L’indomani
l’imperatore avrebbe fatto porre sugli scudi dei suoi soldati una croce. L’esito
della battaglia lo vide vincitore e lo portò alla conversione.

Nel corso dei secoli, l’aspetto e la struttura del ponte sono stati cambiati,
ristrutturati e ricostruiti più volte: dal “molleggiante” ponte in legno di età
romana, alla roccaforte strategica medioevale con tanto di torre fortificata;
fino all’aspetto che possiamo ammirare oggi, in stile neoclassico, raggiunto a
partire dal 1805, anno in cui, per ordire di Papa Pio VII, il ponte venne
restaurato da Giuseppe Valadier.
Ma le vicende storiche legate a Ponte Milvio non finiscono qui. Nel 1849, in
pieno clima risorgimentale, Giuseppe Garibaldi ne ordinò la distruzione per
ostacolare l’entrata a Roma delle truppe francesi. Il ponte venne poi
restaurato l’anno seguente. Una lapide posta sotto l’arco della torretta ricorda
l’evento.
Il simbolo di Roma nord è andato in “pensione” solamente nel 1978 quando
fu soppresso definitivamente il traffico e divenne completamente pedonale.
Da quel momento Ponte Milvio, reso un monumento a tutti gli effetti, è
rimasto,però, dimenticato. Ciò fino al 2007, quando è stato riscoperto come
meta simbolo del romanticismo. Infatti, sull’onda del grande successo del
romanzo di Federico Moccia “Ho voglia di te”, migliaia di giovani innamorati,
proprio come i protagonisti del libro, sono venuti a Ponte Milvio ad appendere
i lucchetti emblema del loro amore. Il tutto,però, fino al 2012, quando viene
sancito dal Comune il divorzio tra il ponte e i lucchetti ( la loro invasione
smisurata aveva già causato il crollo di un lampione).
Insomma, Ponte Milvio sembra aver vissuto mille vite. Storia, arte, guerra,
amore e divertimento hanno trovato spazio, in tempi diversi, tra i suoi archi e
gli hanno conferito quel fascino indiscutibile che lo rende oggi il centro
pulsante del quadrante nord di Roma.

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