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Cosa succede se veniamo "pizzicati" col cellulare alla guida

Di red/agenzie 07/10/2018

Cosa succede se veniamo "pizzicati" col cellulare alla guidaVia Appia Nuova ore 18. All'altezza di piazza Re di Roma due anziani si salvano mentre attraversano sulle strisce per la prontezza di due vigili. Al volante di una Smart un ventenne semplicemente non li vede mentre controlla i messaggi del cellulare. Stessa giornata, trecento metri più avanti. Una signora attraversa sempre sulle strisce, al volante una ragazza è intenta a controllare i numeri civici dall'altra parte della carreggiata, e non vede la strada. È una frazione di secondo, la donna riesce a mettersi in salvo con un balzo felino. La ragazza non si ferma e grida: "Ma che ti sei fatta male?”. Sta per ripartire, ma viene fermata da altri pedoni.

È il Far West di una giornata ordinaria; pedoni e ciclisti sono gli utenti della strada più esposti per via del traffico senza controllo, soprattutto per doppie file e scarsa attenzione alle regole di base del
codice della strada.

Negli ultimi dati Aci Istat del 2017, a Roma, su 129 vittime per incidenti stradali; 49 erano pedoni.

La categoria più pericolosa resta quella dei cosiddetti “pirati della strada”. Nell’espressione moderna, da oltre 50 anni, gli automobilisti privi di regole si sono sostituiti a quei personaggi misteriosi e molto temuti che hanno infestato i mari per decenni. I pirati della strada spesso non hanno copertura assicurativa o la patente. A volte guidano alterati da alcol o da altre sostanze stupefacenti. Nella cronaca quotidiana, la strada resta un territorio difficile da controllare.

Il giornalista Silverio Novelli spiega in una voce della Treccani che il termine “pirata della strada” compare nel 1965. “Da ubriachi, impasticcati o semplicemente scriteriati - scrive Novelli - con la loro auto investono persone e se ne vanno via, scappano vigliaccamente senza prestare soccorso alla vittima. I casi di cronaca aumentano, nel nostro Paese. Uno stillicidio che è pericoloso sintomo di una crisi profonda della morale pubblica e del sentimento”.

La maggior parte sono uomini sotto i 50 anni, solo il 10% donne o anziani. E quasi sempre fuggono dopo aver travolto e ucciso pedoni e ciclisti. In un articolo del Corriere della Sera del 21 agosto 1954 si trova per la priva volta tra virgolette l’espressione “Pirata della strada”, ma a quei tempi veniva utilizzata per indicare un “persona che ruba benzina spillandola illegalmente dai distributori!”. Roba da pagine interne. Oggi, purtroppo per motivi più gravi, i “pirati” occupano di frequente i titoli delle prime pagine.

- Numeri ancora allarmanti nonostante un lieve calo -

Il dato Aci Istat del 2017 degli incidenti nel Comune di Roma è 12.886, con 129 decessi, oltre un terzo dei quali pedoni. Nel 2016 furono 13.241, ma l’allarme resta alto. Gli incidenti frontali sono stati 509, con ovvie conseguenze sulle persone. L’anno precedente erano stati 583. Presso semafori e rotatorie sono stati coinvolti 24.421 veicoli.

I sinistri per alta velocità sono stati il 23,32%; per guida distratta 23,68%; il 22,37% per il mancato rispetto dei segnali stradali. In calo i sinistri nelle strade urbane, 10.638 con 77 morti e 13.551 feriti. L’anno precedente si verificarono 10.961 incidenti, con 92 morti e 13.936 feriti.

Diminuiscono, rispetto al 2016, gli incidenti che coinvolgono moto e scooter, mentre aumentano quelli con le bici. In questo caso, il dato è di 287 rispetto a 249. Aumentano i feriti, ma sono in calo i decessi, da sei a una sola vittima.

- Smartphone e patente ritirata -

Il Codice della Strada è un testo in continuo aggiornamento. Nel 2018 non sono mancate novità, anche per adeguare il regolamento alla sentenze della Corte di Cassazione. In questi mesi, al centro del dibattito c’è l’inasprimento delle sanzioni per chi guida parlando al cellulare. Ma in Parlamento ancora non c’è di un provvedimento in tal senso. Per chi usa lo smartphone durante la guida, quindi, restano le attuali sanzioni: una multa compresa tra 152 e 608 euro e la sospensione della patente da 1 a 3 mesi, ma solo se la stessa violazione avviene durante i due anni successivi alla prima multa. Si può parlare al cellulare mentre si è al volante solo se si usa il vivavoce o un auricolare. E senza tenere il telefono in mano.

(Fonte: Trasporti & Mobilità - muoversiaroma.it)

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