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Si celebrano gli 80 anni dell'Acquedotto del Peschiera: da qui proviene il 70% dell'acqua dei romani

Di red/comunicato 08/10/2018

Si celebrano gli 80 anni dell'Acquedotto del Peschiera: da qui proviene il 70% dell'acqua dei romaniHa aperto al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la prima mostra dedicata all’Acquedotto del Peschiera, la più importante infrastruttura idrica a servizio della città di Roma e di parte del Lazio, e tra le più grandi d’Europa e del mondo, che quest’anno compie 80 anni.

Basti pensare che l'Acquedotto del Peschiera, cui a Roma è intitolata anche una via in zona Monte Mario, apporta due terzi dell'acqua di Roma, ovvero il 70%, direttamente da fonti provenienti dalla provincia di Rieti.

Per celebrare la ricorrenza, Acea ha organizzato un’esposizione dal titolo “1938 – 2018 80° Acquedotto del Peschiera”, che ha il patrocinio del ministero dello Sviluppo Economico, della Regione Lazio, del Comune di Roma, della Città metropolitana di Roma Capitale, del Comune di Cittaducale, e il supporto dell’Azienda Speciale Palaexpo (VIDEO).

La mostra, curata dalla società C.O.R. di Alessandro Nicosia, ripercorre la storia dell’opera pensata agli inizi del ‘900, che dal 1938, anno di posa della prima pietra, è strettamente connessa allo sviluppo socio-economico della Capitale e del territorio circostante. Nelle sale del Palazzo delle Esposizioni i visitatori della mostra troveranno una raccolta di decine d’immagini d’archivio, alcune delle quali inedite, oltre cento, tra documenti e volumi originali, nonché numerose postazioni video.

Tra queste una mostra il viaggio dell’acqua dalle sorgenti del Peschiera, attraverso decine di Comuni del Lazio, fino ai rubinetti della Capitale. Il materiale esposto, proveniente dagli archivi storici della presidenza della Repubblica, del Campidoglio, di Acea e di importanti archivi privati, sarà poi raccolto in una pubblicazione che rappresenterà al meglio l’immagine di una città così legata al suo acquedotto e alle sue sorgenti, da essere stata definita regina aquarum.

L’esposizione sarà aperta al pubblico da domani fino al 4 novembre, con ingresso libero, per offrire alla Città la possibilità di conoscere da vicino l’acquedotto che fornisce l’acqua alla Capitale. Il Peschiera, infatti, è un’opera dall’elevato valore ingegneristico che garantisce circa l’80% del fabbisogno idrico degli oltre 3 milioni di abitanti di Roma, di molti Comuni del Reatino, della Bassa Sabina e della costa settentrionale del Lazio, da Fiumicino a Civitavecchia.

Si tratta di un’acqua dalla qualità molto elevata, osserva Acea, visto che si stima resti nel sottosuolo per 15-20 anni prima di essere erogata, una circostanza che ne garantisce l’elevata purezza. La qualità dell’acqua è comunque monitorata 24 ore su 24 da una sala operativa mediante l’utilizzo di una sofisticata strumentazione in grado di rilevarne in tempo reale i parametri chimico-fisici.

Le celebrazioni prevedono, oltre l’inaugurazione che si è tenuta oggi presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma, anche una giornata commemorativa, fissata per il 10 ottobre presso le sorgenti del Peschiera, alla presenza delle Istituzioni, in ricordo dei 43 operai caduti durante la costruzione dell’acquedotto.

In base agli studi effettuati, è stato stimato che l’acqua che sgorga dalle sorgenti resta nel sottosuolo per 15-20 anni prima di essere erogata, una circostanza che ne garantisce l’elevata purezza. La qualità dell’acqua è comunque monitorata 24 ore su 24 da una sala operativa mediante l’utilizzo di una sofisticata strumentazione in grado di rilevarne in tempo reale i parametri chimico-fisici. ACEA, negli anni, ha sempre prestato forte attenzione alla gestione dell’infrastruttura e recentemente ha eseguito i lavori di risanamento della galleria collettrice che raccoglie le acque sorgive da tutti i cunicoli.


Oggi però, è chiaro a tutti come il complesso del Peschiera debba essere rafforzato. La grave crisi idrica dello scorso anno impone di agire per continuare a garantire il fabbisogno d’acqua della Capitale.



Al fine di salvaguardare e potenziare quest’opera, di grande rilevanza strategica, quindi, il Gruppo ACEA ha deciso di prevedere nei propri piani la messa in sicurezza dell’acquedotto, anche in relazione al rischio sismico. L’intervento, di cui si parla da circa 20 anni, consisterà nella realizzazione di una seconda condotta per assicurare ulteriormente l’approvvigionamento idrico di Roma e dei territori alimentati: una nuova infrastruttura per la quale è stato già avviato l’iter di autorizzazione, in collaborazione con tutte le Istituzioni interessate.


Secondo gli esperti, l’acqua del Peschiera potrebbe essere imbottigliata e tranquillamente venduta così come arriva nei rubinetti, senza trattamenti ulteriori, tanto sono bassi i valori della torbidità e degli indici di inquinamento registrati dalle analisi: tutti notevolmente al di sotto dei limiti di legge. L’acqua è raccolta nella struttura Acea di Cittaducale, ai piedi della montagna dove l’acquedotto nasce: uno dei più grandi sistemi idrici al mondo dedicati esclusivamente allo smistamento di acqua di sorgente.



Per raggiungere la fonte dalla quale si alimenta la città eterna, bisogna percorrere la via Salaria nel senso opposto a quello seguito dalle acque. Occorre guidare lungo un percorso fatto di curve in salita e scorci di campagna aspri e verdissimi, per gli 86 chilometri che separano Roma dal Monte Nuria, a 412 metri sul livello del mare. Una volta arrivati, ci si trova di fronte a una montagna imponente, quasi riversa sullo spettatore a valle, che assorbe le piogge e la neve come fosse un’enorme spugna di calcare. È così che dona all’uomo acqua con una tale abbondanza, in condizioni normali, che una parte continua a scendere per alimentare il Peschiera, il fiume che dà il nome all’acquedotto e che scorre per tre chilometri fino al Velino.

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