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Cassia - Lettera di ringraziamento e commiato al Consiglio di Istituto dell'ICS La Giustiniana ed alla sua Comunità Scolastica

Di red/comunicati 01/12/2018

Lettera di ringraziamento e commiato al Consiglio di Istituto dell'ICS La Giustiniana ed alla sua Comunità ScolasticaAmiche Consigliere, amici Consiglieri, amici della Comunità scolastica



Con questa seduta concludo una lunghissima esperienza all'interno di questa comunità. Nell'arco di tre consigliature, nove anni, ho ricoperto il ruolo di Consigliere, membro di Giunta, Vice Presidente e Presidente di questo consesso ed ho avuto modo di conoscere e misurarmi con una realtà complessa ed estremamente interessante.



Ho potuto conoscere moltissimi insegnanti, dirigenti scolastici, personale non docente e genitori con grandissima professionalità e passione per la scuola ed al contempo ho potuto constatare con mano la distanza che intercorre tra l'azione quotidiana nelle aule ed uffici scolastici e quella degli alti e dotti provvedimenti studiati ed emanati ai vari livelli organizzativi in cui è strutturata la scuola.



Una governance, come usa dire oggi, che troppo spesso se non è malafede è certamente ipocrita perché copre tutte le sue mancanze dietro parole come autonomia... ma una autonomia senza risorse ha un'altro nome.. si chiama abbandono.



Malgrado tutto però, e proprio per la tenacia delle comunità scolastiche (ci tengo alla parola comunità scolastiche perché non ho mai letto questa istituzione per componenti), ebbene questi istituti continuano a mettercela tutta perseguendo come possibile il successo formativo dei nostri ragazzi.



Lo stare in questa istituzione mi ha anche insegnato che molto si può fare anche solo facendo funzionare in modo sostanziale le istituzioni che abbiamo. Consiglio d'Istituto, Collegio dei Docenti, Consigli di Classe, GLI, Commissioni sono tutti organismi che, se portati fuori dall'aridità del formalismo, delle riunioni "obbligatorie" che si fanno solo perché previste hanno tutta la potenzialità ed energia per lasciare una impronta e per tenere alto il livello del lavoro.



Ancora, in questi anni ho potuto toccare con mano che l'iniziale diffidenza tra il personale "interno" della scuola e la sua "utenza" può essere cancellata se si trovano terreni comuni di collaborazione e sinergie, ma questo accade se ciascuno si mette in condizione di comunicazione ed ascolto, in modo pragmatico e senza pregiudizi. Certo restano i ruoli e responsabilità ma questi non devono essere usati come elementi per costruire barriere.



Questa scuola, come tante altre a Roma ed in tutto il nostro paese, ha subito uno scempio nel momento in cui è stata posta in reggenza ed al di là della professionalità di alcuni dirigenti che abbiamo incontrato nel nostro cammino, una scuola in reggenza è un corpo senza testa, senza una guida che nel tempo demotiva e depaupera i valori indispensabili in una scuola come progettualità, entusiasmo, curiosità, sfida, autorevolezza stima.



Come si può fare una programmazione triennale se ogni anno cambia chi questa programmazione dovrebbe dirigerla, promuoverla e non ultimo correggerla. Anche qui il formalismo prevale sulla sostanza delle cose, un dirigente c'è e quindi la scuola ha una direzione. Non funziona così nel mondo dell'impresa, figuriamoci in un mondo delicato, che si occupa di minori, come quello delle istituzioni scolastiche.



Ebbene malgrado questa disastrosa condizione, protrattasi per oltre sei anni, questa comunità, tenacemente, è riuscita a rimanere unita. I rapporti, la reciproca stima tra le sue componenti sono oggi salde e misurabili, prova ne è che la direzione scolastica collabora quotidianamente con tutte le componenti e moltissime frizioni si sono dissolte.



Concludo con una considerazione che ho fatto qualche tempo fa dopo aver chiesto un bicchiere d'acqua al bar: in quel momento mi sono sentito in dovere di dire grazie al barista che distrattamente mi porgeva da bere.



I miei due figli hanno frequentato questo istituto per due cicli scolastici e gli insegnanti, quotidianamente, si sono presi cura di loro così come l'istituzione ha organizzato quanto necessario a che le lezioni si potessero svolgere e la comunità tutta ha garantito nei modi e nelle forme anche fantasiose e generose (vedi piedibus e disgorghiamoci) che il meglio fosse garantito anche per i miei ragazzi... allora se ci si sente in dovere di ringraziare per un gesto così semplice come un bicchiere d'acqua, allora come possiamo esimerci dal dire grazie, mille volte grazie all'ICS La Giustiniana.



Andrea Morviducci

Presidente del Consiglio d'Istituto ICS La Giustiniana - Roma

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