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Pian dell'Olmo: Sindaco Riano rende pubblico parere Città Metropolitana

Di Luca Pagni 28/06/2019

Pian dell'Olmo: Sindaco Riano rende pubblico  parere Città MetropolitanaIl Sindaco di Riano, Ermelindo Vetrani, ha informato i cittadini in merito agli atti prodotti sull’ipotesi di discarica a Pian dell'Olmo, rendendo di pubblico dominio anche il parere di città Metropolitana.

“In riferimento alla localizzazione dell’impianto indicata dal proponente, si evidenzia quanto segue:

1) l’area oggetto dell’intervento, censita al Catasto Terreni del Comune di Roma al foglio n. 66, particelle n. 100, 5, 11, 14 e 102, è una ex cava di tufo dismessa;

2) Sulla base degli elaborati redatti dalla Città metropolitana di Roma Capitale ai sensi dell'art. 197 del D. Lgs 152/2006 e s.m.i, sui vincoli finalizzati alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti nel territorio metropolitano in conformità ai criteri di localizzazione individuati al capitolo 26 del Piano di Gestione dei rifiuti del Lazio approvato con D.C.R. n. 14 del 18/01/2012 ed ai vincoli territoriali del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato con D.C.P. n. 1 del 18/01/2010, l’area oggetto dell’intervento ricade in “zona a tutela integrale” per la presenza di vincoli escludenti di natura paesaggistica e di interesse archeologico.

3) La Direzione Tecnica del Municipio XV di Roma Capitale, con nota prot. CU n. 3565 del 11/01/2019, acquisita da codesta Regione al prot. n. 23920 del 14/01/2019, ha segnalato che l’analisi dei vincoli ambientali, archeologici e idrogeologici ha evidenziato la presenza delle seguenti criticità: - Il Piano Regolatore Generale (P.R.G.) approvato con D.C.C. n. 18 del 12/02/2008 ha classificato l’area oggetto dell’intervento come “spazi verdi privati di valore storico-morfologico-ambientale” (art. 24 e 42 N.T.A. al PRG) nel “Sistema insediativo della città storica”, in cui non è possibile la realizzazione di nuove discariche. - Il vigente Piano Territoriale Paesaggistico della Regione Lazio (P.T.P.R.) colloca l’area in esame tra le “aree di notevole interesse pubblico” (cd 058_147a - Valle del Tevere; cd 058_121_Procoio Altieri; cdm 058_157 – Tevere Flaminia, Prima Porta, Malborghetto) identificata come “Paesaggio naturale di continuità”, con “elevato valore di naturalità” e funzione di “irrinunciabile area di protezione” dei paesaggi naturali. In tali aree non è consentita la realizzazione di nuove discariche (Art. 23 Tab. B punto 4.8.2. NTA al PTPR). - L’area è inadatta ad ospitare la discarica in quanto dista circa 1,2 Km dal più vicino centro abitato a Nord (Belvedere) e circa 500 m da abitazioni/case sparse a Sud e Ovest (complessi di villette).

4) La Delibera di Giunta Capitolina n. 32 del 10/03/2017 “Approvazione degli elenchi definitivi dei soprassuoli già percorsi dal fuoco per gli anni 2012, 2013 e 2014 ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 della Legge-quadro 21 novembre 2000 n. 353 in materia di incendi boschivi” ha elencato le particelle n. 5, 11, 100 e 102 del foglio n. 66 tra quelle percorse in parte da dal fuoco nel 2012, come risulta dal Fascicolo Territoriale n. 38/202/7200 del 09/08/2002 del Corpo Forestale dello Stato, comando di Monterotondo, allegato alla Delibera. Ai sensi del comma 1 dell’art. 10 della L. 353/2000 “Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. …omissis…… È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive”.

5) L’Autorità di Bacino del Tevere (ora Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale), su richiesta del Ministro del’Ambiente, con nota prot. n. 1124 del 23/03/2012 nell’area in oggetto aveva segnalato criticità relativamente alla presenza di “falda probabilmente affiorante” ed a “barriera geologica naturale probabilmente assente o di ridotta capacità di attenuazione; presenza di terreni vulcanici e non, caratterizzati da una permeabilità non conforme ai requisiti di legge”.

6) Fonti di letteratura indicano la presenza nell’area di progetto di due falde sovrapposte, separate da formazioni di tufo, di cui la seconda in pressione (Ventriglia, 1989, vol. II pag. 17).

7) Uno studio multidisciplinare per la caratterizzazione di un’area molto prossima a quella oggetto dell’intervento svolto nel 2012 dall’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (“Indagini per una caratterizzazione di dettaglio del sito di Quadro Alto” - Comune di Riano-IRSACNR) ha evidenziato che: - in primavera-estate i venti prevalenti spirano con direzione verso il Comune di Riano; - La presenza nell’area di un’intenso sistema di faglie e fratturazioni che interessa sia la copertura vulcanica che i terreni sedimentari sottostanti ha ripercussioni negative sulla vulnerabilità della falda; - La vulnerabilità della falda è aumentata dallo spessore molto ridotto o assente di terreno insaturo sovrastante, peraltro caratterizzato da elevata permeabilità; - La caratterizzazione geochimica delle acque sotterranee ha evidenziato uno scarso impatto antropico, mentre la caratterizzazione microbiologica di tali acque ha evidenziato la presenza di contaminazione di origine fecale, confermandone l’elevata vulnerabilità.

8) Si evidenzia, ancora, che una precedente istanza di VIA presentata dal Consorzio Laziali Rifiuti (CO.LA.RI.) alla Regione Lazio al prot. n. 214310 del 23/10/2009 per la realizzazione, nello stesso sito, di una “Discarica per rifiuti speciali non pericolosi sita nel Comune di Roma in località Pian dell’Olmo” ai sensi dell’art. 23 D. Lgs. 152/2006 è stata archiviata con Determinazione della Regione n. G01522 del 14/02/2017 con la motivazione che “dall’esame del Piano regionale dei rifiuti [D.C.R. Lazio n. 12 del 18/01/2012, tuttora vigente; n.d.r.] l’intervento in esame non rientra tra i siti individuati per la gestione dei rifiuti negli ambiti territoriali ottimali (A.T.O.).”

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