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Vincenzo Di Michele: Per non dimenticare le storie delle famiglie italiane alla ricerca dei propri cari

Di Libro 24/06/2020

Vincenzo Di Michele: Per non dimenticare le storie delle famiglie italiane alla ricerca dei propri cari COVID 19: QUELLE SEPOLTURE SENZA NOME COME I CADUTI IN GUERRA

Immaginate tutte quelle famiglie che durante l’emergenza sanitaria del Covid 2019 sono rimaste chiuse in casa con il pensiero rivolto ai propri familiari lontani e malati e poi tornate indietro nel tempo.

Nel 1945, dopo 5 lunghi anni, finalmente l’esercito nazista fu sconfitto e la guerra terminò, ma subito ne iniziò un’altra più cruenta dove le famiglie piansero lacrime amare:“lacri¬me di guerra che nessuno poteva asciugare”.
La prima tappa era alla stazione dei treni dove mogli senza mariti, so¬relle senza fratelli e figli senza padri attendevano e trepidavano alla vista dei lenti convogli carichi di reduci miracolati. In una manciata di minuti si consumava amaramente quella lunga e speranzosa attesa. «Niente da fare, anche quel giorno, il loro caro non era presente.»

Queste vicende, anche se non riportate nei libri di storia, sono però incise nel cuore e nella memoria di ogni familiare e sono state tramandate di padre in figlio.
E così Vincenzo Di Michele nella sua ultima novità editoriale ,disponibile anche in e book:“ Alla Ricerca dei dispersi in guerra” racconta la sua storia e quella di tante altre famiglie.
Dal fronte greco a El Alamein fino alla Russia l’autore attraverso la voce dei familiari, racconta le affannose ricerche da questi affrontate pur di andare a porgere un fiore sul luogo di sepoltura del loro Caro.

Migliaia e migliaia di ragazzi mandati a combattere sui diversi fronti andarono incontro a un tragico destino. Alcuni si salvarono grazie all’aiuto della popolazione locale e altri, come gli alpini in Russia si avventurarono in una dolorosa ritirata.
Nessuno vorrebbe più ricordare, ma a volte, nonostante siano trascorsi più di settant’anni, il desiderio di verità non si è mai sopito laddove ci sono ancora molte persone mosse da rancori ancora vivi che vogliono raccontare quel qualcosa che hanno sempre tenuto nascosto”.

E non mancarono gli speculatori sulle disgrazie altrui. Racconta infatti un orfano di guerra:
“Ci eravamo fidati di un individuo che in cambio di denaro ci forniva notizie di mio padre disperso in Russia. Scoprimmo poi che era una truffa. Infatti, servendosi degli elenchi dei dispersi facilmente reperibili, aveva contattato diverse famiglie per truffarle e cosa più grave per illuderle.”


Vincenzo Di Michele


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