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"Salviamo i pini di Saxa Rubra!"

Di Chiara Villani 12/08/2020

"Salviamo i pini di Saxa Rubra!" Una situazione preoccupante quella che sta attraversando il nostro patrimonio forestale: gran parte dei pini della capitale stanno infatti subendo un attacco da parte della cocciniglia tartaruga (nome scientifico “Toumeyella parvicornis”), parassita di origine nord-americana che, dopo un pellegrinaggio passato per i Caraibi e giunto nel Bel Paese con prima tappa in Campania, già dal 2018 era approdata sulle chiome degli alberi romani; in quel primo momento però a farne le spese erano stati solo gli esemplari di pini del quadrante al sud di Roma. Ad oggi, la presenza dell’insetto anche detto “cocciniglia dei Caraibi” si è espanso a macchia d’olio e l’allarme si è dunque aggravato: ad esserne colpiti, infatti, sono ben l’80% dei pini dell’intera città. La cocciniglia tartaruga produce sulla chioma degli alberi una grossa quantità di melata che ne risucchia la linfa vitale; la fumaggine sui rami ne compromette la fotosintesi, e dunque l’albero deperisce fino alla morte.

L’invasione della cocciniglia dei Caraibi non ha risparmiato neppure Roma Nord che si ritrova con la pineta di Saxa Rubra, zona del Municipio XV, gravemente compromessa; pertanto un cittadino, Paolo Salonia, ha deciso di agire privatamente per salvaguardare un territorio prezioso senza arrendersi all’assenza di interventi da parte delle istituzioni. Lo abbiamo intervistato, e questo è quanto ci ha riferito: “La situazione è drammatica e inaccettabile, e sta peggiorando con una certa velocità; ho cominciato ad accorgermi della situazione a fine primavera e dunque da quel momento ho iniziato a scrivere quasi quotidianamente a tutti gli enti responsabili: al Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma e della Regione Lazio, all’Assessorato all’Ambiente del Municipio XV, ma non ho mai ricevuto alcuna risposta; l’unico ad aver avuto la serietà di rispondermi è stato il Servizio Fitosanitario Regionale del Lazio, il quale tuttavia si occupa esclusivamente di studi ma non di interventi operativi, che mi ha confermato che la situazione è grave non c'è tempo da perdere; ho quindi deciso di muovermi da solo; dopo aver cercato i contatti di tutti i residenti della zona e del consorzio, del quale ho incontrato il responsabile che si è detto d'accordo al mio piano, ho deciso di mettere in piedi un'iniziativa completamente gestita da privati; ho preso contatti con una grossa ditta, la stessa che si è occupata delle sperimentazioni nei pini al sud di Roma in collaborazione con l’Università di Napoli; ora siamo ancora in fase organizzativa, e inevitabilmente andremo a finire a settembre. Riguardo il concreto intervento, su consiglio della ditta, siamo orientati a procedere al trattamento endoterapico, con l’iniezione albero per albero di fitofarmaci, soluzioni d’insetticidi che la pianta trasporta nella linfa della quale l’insetto si nutre avvelenandosi, e che hanno un’efficacia prolungata. Una seconda misura possibile sarebbe il lavaggio della chioma, che tuttavia è contrastato dalla normativa poiché, seppur non dannoso per l’uomo, rischia la dispersione di insetticida nell’ambiente circostante.

Contemporaneamente sto cercando di diffondere questa notizia, anche contattando associazioni sensibili al tema per far crescere sempre di più la rete delle persone che se ne interessino, perché il problema riguarda tutta Roma: la cocciniglia sta infatti minacciando seriamente villa Borghese, villa Glori, ed ha già devastato tutta la parte sud di Roma. Esistono dei finanziamenti a livello regionale per piantare nuovi alberi: mi domando perché invece di piantare nuovi alberi, tra l’altro sempre in numero molto ridotto, questi fondi non si possono utilizzare per salvare l'esistente; si sta rischiando di distruggere l'immagine del paesaggio storico di Roma.”

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